Maremosso (la rubrica settimanale)

Scienza senza maiuscola diventa una rubrica settimanale 

del magazine Maremossopubblicato sul sito La Feltrinelli

A settimane alterne, Daniela Ovadia e Fabio Turone prendono spunto da libri 

che parlano di scienza per raccontare da nuove angolazioni i temi affrontati nel libro. 

Il volo degli storni, la scienza, e le domande da Nobel (o da Pulitzer)

Dallo studio dei sistemi complessi del Nobel per la fisica Giorgio Parisi alle dinamiche del giornalismo scientifico

(Fabio Turone) “È affascinante osservare il comportamento collettivo degli animali, siano essi stormi di uccelli, banchi di pesci o mandrie di mammiferi”. Nelle parole con cui apre il suo ultimo libro, il fisico romano Giorgio Parisi, fresco vincitore del Premio Nobel per la Fisica per i suoi studi sui sistemi complessi, usa proprio l’aggettivo “affascinante”.

Fa riferimento a un esperimento, poco convenzionale per un fisico, che per alcuni anni lo ha visto scervellarsi sul volo degli storni, che offrono allo sguardo di chi passeggia per le strade di Roma “immagini fantasmagoriche, migliaia di macchioline nere danzanti che si stagliano su un cielo dai colori cangianti”, come scrive a quattro mani con Anna Parisi (solo omonima).
Le domande da cui è partito sono le stesse di tutti: esiste un direttore d’orchestra o il comportamento collettivo è auto-organizzato? Com’è possibile che cambino coreografia così rapidamente, senza scontri rovinosi e senza sfilacciamenti? Parisi aveva già affrontato e risolto molti quesiti scientifici meno inusuali, e forse più importanti (li racconta con linguaggio chiaro nei capitoli successivi), e ha affrontato quello che per secoli è rimasto un mistero irrisolto con gli strumenti usati per indagare i cosiddetti “sistemi complessi”, in cui interagiscono tanti attori diversi. Forte anche dell’enorme credibilità già acquisita, ha ottenuto i fondi per mettere in piedi un esperimento di notevole complessità, per fotografare migliaia di storni in movimento, e ricostruire le evoluzioni di ciascuno e di tutti, salvo ritrovarsi poi con un articolo talmente insolito da essere rifiutato dalle prime riviste scientifiche cui era stato presentato. [… CLICCA PER LEGGERE TUTTO] 

Il romanzo della polio, una malattia che ha cambiato la scienza e la società

La lotta contro la poliomielite ha modificato il modo con cui si fa scienza, con cui se ne parla e la percezione pubblica del ruolo degli scienziati

(Daniela Ovadia) Ci sono scoperte scientifiche che hanno influenzato non solo la scienza e la salute ma la società tutta. È il caso della messa a punto del vaccino contro la poliomielite di cui racconta Agnese Collino in La malattia da 10 centesimi, edito da Codice, vincitrice proprio in questi giorni del Premio nazionale di divulgazione scientifica Giancarlo Dosi.

La storia della polio, così come la racconta Collino, si legge come un romanzo e risuona in modo particolare in questo momento delle nostre vite in cui fronteggiamo collettivamente una pandemia e assistiamo agli sforzi degli scienziati per la messa a punto di un vaccino che riesca davvero a portarci fuori dall’incubo ma, soprattutto, a liberarci dalla paura. Quella stessa paura che, come ben racconta nella prefazione l’epidemiologo Gianni Rezza, serpeggiava anche in Italia, dove l’ultima grande epidemia di polio si diffuse nell’estate del 1958, quando già il vaccino a virus inattivato prodotto da Jonas Salk era realtà (la sua esistenza fu annunciata con immensa emozione nel 1955) e il vaccino a virus attenuato sviluppato da Albert Sabin stava per entrare in commercio (arriverà nel 1961).   [… CLICCA PER LEGGERE TUTTO] 

Un clima di dubbio e sfiducia

Tra agnotologia e conflitti di interesse, perché fidarsi della scienza?

(Fabio Turone) Non si rivolgeva direttamente al fisico nostrano Antonino Zichichi, ma l’invito pubblicato dall’antropologa Cecilia Tomori all’inizio di novembre sulla rivista scientifica Nature (“Scienziati, non alimentate la macchina del dubbio”) di certo vale anche per lui e per tutti i negazionisti in tema di clima, di danni del tabacco, o della elevata letalità del Covid-19 che vantano un qualche curriculum scientifico di rilievo.
“Il dubbio è un ingrediente essenziale della scienza, ma negli ultimi anni è diventato un potente grimaldello in mano a chiunque abbia un prodotto da vendere, o un interesse economico da difendere”. L’elenco è lungo, come sa bene l’autrice di suddetto invito, che all’Università Johns Hopkins di Baltimora si occupa di sanità pubblica e studia le campagne di disinformazione sull’allattamento al seno che usano testimonial con sontuose credenziali scientifiche per promuovere l’acquisto di latti artificiali di ogni tipo. E ancor meglio di lei lo sanno gli storici della scienza Naomi Oreskes e Erik Conway, che si sono chiesti come sia possibile che scienziati rispettabili – e rispettati – inizino a
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Di scienza, cosmetici e scelte consapevoli

 

Riflessioni sullo stretto rapporto tra scienza e natura nella nostra quotidianità

(Daniela Ovadia) Spesso incombe, sulla relazione tra persone comuni e la scienza, un grande pregiudizio di fondo, ovvero l’idea che la scienza sia serva della tecnologia e che quest’ultima sia sempre contrapposta alla Natura (la maiuscola non è casuale). Il fenomeno è stato ampiamente studiato dalla psicologia sociale e dalla comunicazione della scienza e lo abbiamo toccato con mano negli ultimi anni con la questione dei vaccini: ciò che è prodotto in laboratorio suscita maggiori diffidenze di ciò che nasce “spontaneamente” in natura oppure viene estratto da prodotti naturali.  

La chimica è probabilmente uno dei settori dove questa dicotomia percettiva è maggiormente presente: ce lo dice il linguaggio comune, che riflette i nostri pregiudizi inconsapevoli, e che utilizza espressioni come “senza sostanze chimiche aggiunte” per certificare un prodotto sano, specie nel campo alimentare e cosmetico.   [… CLICCA PER LEGGERE TUTTO] 

Tempi Moderni

Semplice misurazione o “un valzer di sinistra”?

(Fabio Turone) “Il tempo, un tempo, era un valzer moderato. Ma col passare del tempo ha acquistato una precisa coscienza politica ed è diventato un valzer decisamente di sinistra”. Scherzava sul tempo, Francesco Guccini, in una canzone dell’album D’amore di morte e di altre sciocchezze, del 1996. Quella canzone è riemersa dalla memoria sfogliando il libro appena pubblicato da Paolo Gangemi, giornalista scientifico matematico di formazione, che ripercorre la lunga storia – per così dire – “di tutti i tempi”, mettendo in luce quanto c’è di confuso, arbitrario e convenzionale in una delle attività scientifiche che comunemente si ritengono più neutrali: la misurazione (Le misure del tempo, Codice 2021).  [… CLICCA PER LEGGERE TUTTO]